5 motivi per cui la vostra PMI non deve essere un bersaglio facile

Scritto da | Febbraio 20, 2026

Le piccole e medie imprese pensano spesso di essere troppo insignificanti per finire nel mirino dei cybercriminali. La realtà è ben diversa — ma con le giuste misure, la vostra PMI non deve essere un bersaglio facile.

Perché le PMI vengono prese di mira

I cybercriminali sono opportunisti. Non cercano l’azienda più grande, ma quella più vulnerabile. E le PMI spesso lo sono:

  • Nessun team dedicato alla sicurezza informatica
  • L’IT viene gestito “a margine” o affidato a un generalista esterno
  • Il budget per la sicurezza è limitato o inesistente
  • La convinzione “a noi non capita” è ancora molto diffusa

Eppure anche le PMI dispongono di dati preziosi: dati dei clienti, dati finanziari, proprietà intellettuale, accessi a partner più grandi. E con l’entrata in vigore della nuova Legge sulla protezione dei dati (LPD), le conseguenze normative in caso di violazione sono diventate concrete.

Motivo 1: Creare visibilità — non potete proteggere ciò che non vedete

Il primo passo è sapere cosa succede nella vostra rete. Molte PMI non hanno una visione completa di:

  • Quali sistemi sono raggiungibili dall’esterno
  • Quali versioni software sono in esecuzione sui propri server
  • Quali servizi sono aperti e potenzialmente vulnerabili

Un vulnerability scan automatizzato crea questa visibilità in pochi minuti. Non una tantum, ma regolarmente — perché la vostra infrastruttura cambia in continuazione.

Motivo 2: Automazione invece di personale dedicato

Non servono dieci specialisti di sicurezza. Le moderne piattaforme di vulnerability management automatizzano ciò che un tempo era manuale e costoso:

  • Scansioni automatiche delle vulnerabilità note (CVE)
  • Prioritizzazione in base al rischio reale, non solo al punteggio CVSS
  • Report comprensibili con raccomandazioni operative concrete
  • Analisi dei trend per verificare se la postura di sicurezza sta migliorando

Ciò che un analista di sicurezza fa manualmente in giorni, uno scanner moderno lo completa in ore — con regolarità, senza che qualcuno debba ricordarsene.

Motivo 3: Dare priorità al patching invece di voler fare tutto in una volta

L’errore più comune nel patching: voler fare tutto contemporaneamente e finire per non fare nulla. L’approccio migliore:

  1. Vulnerabilità critiche su sistemi esposti a Internet — subito
  2. Vulnerabilità elevate su sistemi interni — entro una settimana
  3. Finding medi e bassi — alla prossima finestra di manutenzione

Un buon vulnerability scanner fornisce esattamente questa prioritizzazione e vi indica quali 5 finding su 100 dovreste risolvere per primi.

Motivo 4: La compliance non è più un optional

Dal 1° settembre 2023 è in vigore la nuova Legge federale sulla protezione dei dati (LPD). Ciò che molti non sanno:

  • Le violazioni della protezione dei dati devono essere notificate all’IFPDT
  • Le aziende devono dimostrare di aver adottato misure tecniche adeguate
  • Sono previste multe fino a CHF 250’000 — e sono rivolte contro persone fisiche, non contro l’azienda

Un vulnerability scan regolare è una delle misure più semplici per dimostrare che prendete sul serio il vostro obbligo di diligenza. I report delle scansioni documentati dimostrano: verifichiamo attivamente, diamo priorità, risolviamo.

Motivo 5: Il costo di un attacco vs. il costo della prevenzione

Un attacco ransomware costa a una PMI svizzera in media:

  • CHF 100’000 – 500’000 di costi diretti (interruzione dell’attività, ripristino, eventuale riscatto)
  • Settimane di operatività ridotta
  • Danni reputazionali difficili da quantificare
  • Conseguenze normative se sono coinvolti dati dei clienti

Di fronte a questo, i costi di un vulnerability management regolare ammontano a CHF 100-500 al mese. Meno di quanto la maggior parte delle aziende spende per il caffè.

Il calcolo è semplice: la prevenzione costa meno della reazione. Sempre.

Conclusione: cinque passi che potete attuare oggi

  1. Creare un inventario: Quali sistemi avete? Cosa è raggiungibile dall’esterno?
  2. Eseguire una prima scansione: Guardate la vostra rete con gli occhi di un attaccante
  3. Realizzare i quick win: Password predefinite, servizi non necessari, patch mancanti
  4. Introdurre la regolarità: Automatizzare scansioni settimanali o mensili
  5. Documentare: Conservare i report delle scansioni come prova di compliance

La cybersecurity non è un progetto con una data di scadenza. È un processo. Ma il primo passo è più semplice di quanto pensiate.